Remote working e nuove prospettive.

Un futuro, che è già presente, dal quale cogliere tutte le opportunità.

22 ott 2020

Quello dello smart working è un argomento sul quale si è discusso tanto, forse troppo, e si è detto tutto e il contrario di tutto. La cosa certa è oggi è una pratica comune in molte realtà aziendali, ma con ancora molti aspetti scoprire.

 

Un interessante studio di Microsoft (Work.Reworked) che ha coinvolto più di 600 tra manager e dipendenti di grandi realtà italiane, rivela alcuni dati significativi sull’utilizzo dei modelli flessibili di lavoro durante il 2020, che ci fanno capire anche le prospettive e gli scenari futuri.

Uno dei numeri di maggior impatto è quello relativo all’incremento del remote working. Il 77% delle aziende ha adottato questo tipo di soluzione. Senza dubbio un fenomeno che nasce dalla necessità di affrontare la crisi sanitaria, ma che non si esaurirà nel momento in cui non saranno più necessarie le misure di sicurezza anti Covid-19. Secondo questa ricerca, infatti, il 66% dei dipendenti continuerà a lavorare da remoto, in modo permanente, per almeno un giorno a settimana. Il lavoro ibrido sembrerebbe essere una delle soluzioni più probabili per il futuro.

Tra gli elementi rilevanti di questa indagine, spicca la consapevolezza che queste nuove abitudini abbiano portato molti benefici a livello di produttività. L’87% dei manager intervistati, ha riscontrato una produttività pari o superiore rispetto a quando si lavorava unicamente in ufficio. A ciò si aggiunge la convinzione che lo smart working generi significativi risparmi per le aziende e che possa essere uno strumento efficace per trattenere e fidelizzare i propri collaboratori.

 

A far da contraltare a questi benefici, ci sono alcuni dati sui quali le aziende si dovranno certamente concentrare: il rischio di isolamento e il calo nel tasso di innovazione.

Siamo e rimaniamo “esseri sociali” e l’ufficio è da sempre considerato un luogo di scambio e condivisione. La sensazione diffusa è che le nuove forme di lavoro possano complicare i rapporti interpersonali e lo scambio di idee e opinioni, favorendo l’isolamento e, di conseguenza, il calo dell’innovazione. Il 61% dei manager intervistati ha riscontrato problemi a delegare in modo efficace e a supportare team, il 63%, invece, trova difficile promuovere una forte cultura di squadra, in questo contesto “virtuale”.

 

Com’è possibile evitare i rischi? Prima di tutto con una buona organizzazione.

Il report di BCG: Remote Working and the Platform of the Future, ci viene in aiuto e ci fa una fotografia chiara sull’evoluzione e su quali possono essere le pratiche da adottare per pianificare una buona strategia di lavoro da remoto.

Particolarmente interessante è lo schema che riguarda l’organizzazione del lavoro ibrido, dal quale emerge chiaramente che dotarsi delle infrastrutture e delle tecnologie adatte è solo il primo passo per sviluppare una buona attività da remoto. Diventano necessari una gestione dei propri dipendenti basata sulla fiducia, una leadership chiara, l’adozione di modelli di lavoro da remoto ben definiti così come ben definita dev’essere l’assegnazione dei ruoli. Infine, cosa ancor più importante, è essenziale aver sempre presente obbiettivi, scopi e principi da perseguire. Insomma, prima di tutto è opportuno un cambio di prospettiva.

 

 

Il lavoro ibrido, in Elfo, è già realtà.

Il quadro che emerge dal sondaggio di Microsoft rispecchia molto bene anche la situazione che stiamo vivendo in Elfo. Subito dopo aver risposto, in modo efficace, alla necessità di avere infrastrutture e strumenti adatti a supportare anche uno scenario di full remote working, ci siamo domandati su quale fosse il modo migliore per essere performanti anche a distanza. Da una parte la metodologia Agile ci ha fornito degli strumenti ideali per comunicare e collaborare, dall’altra ogni BU sta cercando di mettere in atto soluzioni funzionali per rimanere produttivi e creativi. Non è un processo immediato, ma pensiamo di essere a buon punto. L’obbiettivo è quello di riuscire a trovare degli standard aziendali ben precisi e funzionali che ci permettano sfruttare tutte le potenzialità e i benefici del lavoro da remoto. La condivisione delle soluzioni e il coinvolgimento di tutta l’azienda ha fatto sì che questo cambiamento risultasse naturale e molto efficace; il silver day di quest’anno ne è stato un esempio.

Oggi il remote working è un atto di responsabilità, ma stiamo migrando verso un modello di lavoro ibrido che, siamo certi, ci garantirà prestazioni e risultati straordinari.