Fase 2: la consapevolezza.

Questi giorni ci hanno dato modo di riflettere su quella che è stata l’esperienza dell’azienda negli ultimi due mesi.

04 mag 2020

Da oggi si riparte. Molti di noi possono finalmente tornare a vivere alcune delle situazioni che tanto ci sono mancate in questi mesi. Anche Elfo riapre le porte e si appresta a ospitare nuovamente i suoi dipendenti. Non sarà un vero e proprio ritorno alla normalità, bensì un primo passo verso il rientro; ci saranno tante regole nuove da rispettare in modo diligente e tante nuove abitudini alle quali abituarsi.  

 

In Elfo, almeno inizialmente, non ci sarà la corsa per tornare in ufficio, non perché non ci manchi la nostra routine o perché non siamo pronti ad affrontare il momento, anzi tutt’altro, ma vogliamo dare la precedenza alle necessità dei colleghi e alla salvaguardia della salute. Nei giorni scorsi, il Board di Elfo ha avuto modo di raccogliere le esigenze e le preoccupazioni di tutti i dipendenti per organizzare, insieme al medico del lavoro e al consulente della sicurezza, un piano di rientro che possa venire in contro a quanto emerso dai colloqui e allo stesso tempo rispettare tutte le norme necessarie a garantire la sicurezza sul posto di lavoro. 

 

Il confronto con tutti i colleghi ci ha dato anche la possibilità di fare una riflessione su quella che è stata l’esperienza dell’azienda in questi ultimi due mesi. Il quadro che ne è uscito è per noi tutto sommato positivo. Ci siamo resi conto ancora una volta di essere tra le realtà fortunate, la nostra attività non si è fermata neanche un giorno, pur essendo stati tra i primi a chiudere l’azienda, e non abbiamo avuto la necessità di accedere ad alcuna forma di cassa integrazione.

Considerata questa premessa e la nostra solidità in questo momento, l’azienda ha deciso di fare scelte responsabili sia nei confronti dei dipendenti, garantendo continuità lavorativa, sia nei confronti dello Stato, non avendo voluto gravare sui suoi conti richiedendo aiuti di qualsiasi tipo. Un’altra riflessione fatta è che questo periodo ci ha resi orgogliosi della società di cui facciamo parte che, grazie ai suoi team, è stata in grado di reagire al meglio riuscendo, da un giorno all’altro, a far lavorare circa 90 persone in remote desktop in completa autonomia e rispondendo in modo adeguato ai clienti, che con grande sensibilità si sono dimostrati molto vicini dandoci un supporto morale molto apprezzato. 

 

Infine, pensiamo che per migliorare sia necessario cogliere gli aspetti positivi da ogni situazione. Le settimane passate hanno dato modo a tutti noi di riflettere e capire che è possibile cambiare alcune abitudini e magari riorganizzare la nostra vita lavorativa in base a quelle che saranno le nuove esigenze e le sfide future, migliorando la nostra situazione, senza andare a sacrificare nulla dal punto di vista della produttività e dell’efficienza. Una cosa è sicura, usciamo da questo lockdown più motivati e sicuri di noi stessi.