Customer Challenge: il racconto

Il talento ti fa vincere una partita. L’intelligenza e il lavoro di squadra ti fanno vincere un campionato. Questa frase di Michael Jordan ben raccoglie la sensazione che a mi ha lasciato il Customer Challenge.

25 set 2015

Il talento ti fa vincere una partita. L’intelligenza e il lavoro di squadra ti fanno vincere un campionato.

 

Questa frase di Michael Jordan ben raccoglie credo la sensazione che a distanza di qualche giorno mi ha lasciato il Customer Challenge dello scorso 12 settembre.

 

L’evento è andato bene, sia noi che i clienti sia rimasti entusiasti del risultato. Ma togliendo la naturale ebrezza dei primi momenti credo che la cosa più importante che è emersa da questo esperimento sia proprio che aldilà delle bravure personali è il lavoro di squadra (e nella squadra di lavoro il cliente è un elemento fondamentale) a pagare più di ogni altra cosa.

 

Customer Challenge in fondo è un nome ingannevole. Di solito sfida è un qualcosa che da l’idea di trovarsi di fronte ad un avversario da battere.

 

In questo caso più che di sfida infatti bisogna parlare di opportunità, opportunità di metterci in gioco per emergere e crescere ulteriormente. Ognuno dei nostri client ha approcciato con lo spirito di farci crescere non solo attraverso il contest che ci ha proposto, ma soprattutto regalandoci in un piccolo talk quel po’ della sua esperienza che riteneva potesse in questo momento esserci utile nel nostro lavoro. Hanno condiviso con noi reali necessità, perché vedono in noi un partner affidabile che può essere concretamente di aiuto e del quale hanno a cuore lo sviluppo nel tempo.

 

  • Giansereno Acquistapace nel suo intervento, peraltro tenuto in Skype da Chicago dove si trovava per lavoro, ha espressamente sottolineato proprio questa visione di affidabilità che Kraft Heinz ha nei nostri confronti e di come abbiano in mente proprio per questo di darci ancora tanto spazio nella costruzione delle loro soluzioni IT.
  • Allo stesso modo Michel Bathe e Laurent Dupraz di Firmenich hanno sottolineato come all’interno della loro attività di riorganizzazione e innovazione vedono in noi un attore che può dare un apporto fondamentale per quello che hanno potuto vedere.
  • Duccio Nesti di Pentair ci ha regalato una riflessione sul nostro modo di lavorare sottolineando l’importanza, nel processo di inserimento in azienda delle metodologie Lean, sia dell’aspetto tecnico che quello umano e culturale, profondamente connessi tra loro e che solo se gestiti insieme nel pieno rispetto l’uno dell’altro possono dare i giusti risultati.
  • Bello l’invito di Paolo Mazzoni di PTM Consulting ad imparare a gestire la componente rischio nei progetti. L’invito è a non aver paura perché esso fa parte di qualsiasi processo di progettazione ed evoluzione. Va gestito e non evitato perché solo affrontando una percentuale di rischio ci può essere miglioramento reale.
  • Luca Fervari di Flowserve-Valbart Italia ci ha lasciato con un pensiero molto elevato sul nostro lavoro quotidiano, uno knowledge work come lo ha definito, ovvero un’attività che richiede una notevole attenzione dato che ogni giorno siamo a maneggiare moli di informazioni e conoscenza (sia nostra che del cliente) che dobbiamo gestire, trasformare e fare interagire con lo scopo di accrescerne il potenziale e il valore.

 

Volutamente in questo racconto tralascio i progetti che abbiamo sviluppato in relazione alle sfide lanciate, perché saranno i progettisti stessi nelle prossime settimane a raccontarveli.