Io narRO..BOT – Progetto scuola

by Carlo Fedeli

Posted on aprile 05, 2017 at 07:51 AM

Da poco si è presentata per Elfo un’altra occasione per dimostrare che far formazione è da sempre un punto cardine della propria visione aziendale: insieme all’Istituto Comprensivo di Fiorenzuola d’Arda e ai docenti  Nicoletta Fedeli e Daniele Parma, Elfo ha collaborato al progetto scolastico:

Io narRO..BOT
I robot che molte classi stanno programmando e utilizzando a scuola diventano gli attori di uno storytelling e di un cortometraggio realizzato dagli alunni.

Confesso che quando mi è stato chiesto “Carlo che ne dici di andare a parlare di robotica alle scuole medie?”, qualche preoccupazione l’ho avuta: spesso parlo durante conferenze o durante incontri di fronte a diversi spettatori, ma questi sono sempre dei professionisti del settore, che conoscono il contesto delle mie parole e sanno farsi un’idea dei contenuti proposti senza troppa fatica. Quella volta invece si trattava di andare ad esporre concetti matematici ed informatici a ragazzi che avevano appena iniziato ad occuparsi della Matematica e dell’Informatica “vera”, ma che allo stesso tempo avevano una smania di imparare ed apprendere senza eguali, ben più dei tecnici adulti a cui solitamente parlo (me compreso): senza eccedere in una visione sociale macchiettistica, stiamo pur sempre parlando di persone nate dopo il 2000, i cui primi movimenti probabilmente sono stati mossi sul monitor di uno smartphone…

Allora mi sono detto: ma invece di andar là a fare il fenomeno non corrisposto parlando di vettori o mostrando listati di codici, perchè non porto il mio robottino Lego Mindstorms Ev3 e cerchiamo di farlo muovere? D’altronde la formula del gioco educativo è un ever-green, non può sbagliare!

Non bastava; stavamo parlando di ragazzi di 14 anni: giocare con un Lego poteva non essere sufficiente a stimolare a pieno il loro interesse (diversamente da me che ancora a 33 anni non vedo l’ora mettere le mani su un nuovo set di mattoncini colorati).

Perchè allora non dare un taglio “aziendale” alla cosa, per mostrare qualcosa di nuovo e giocare in maniera educativa?

Ecco che quindi assieme ai ragazzi abbiamo cercato di pensare ai movimenti da far compiere al Robot come ad attività che un ipotetico Cliente (i Professori) stavano chiedendo ad un’ipotetica Azienda Fornitrice (io e i Ragazzi), visualizzarli su una Kanban e svilupparli.

Insomma siamo stati l’ufficio Ricerca e Sviluppo dell”‘azienda” Istituto Comprensivo di Fiorenzuola d’Arda per un giorno..

Dal mio punto di vista l’esperienza è stata bellissima e ho scoperto piacevolmente che lavorare con i ragazzi è molto stimolante; davvero, non pensavo!

Dal punto di vista degli alunni e degli insegnanti non posso parlare per loro, ma posso riportare il loro resoconto.

L’azienda Elfo, un’azienda sul nostro territorio leader nel settore della programmazione, ha  presentato una lezione tenuta dal Dott. Carlo Fedeli a due classi del nostro Istituto IC di Fiorenzuola d’Arda.

La lezione si è svolta in due momenti: un primo momento in cui si è analizzata la professione del programmatore e dello sviluppatore, vista in un’ottica di orientamento delle classi terze verso la scuola superiore  e un secondo momento più pratico in cui si sono esaminate le parti importanti e il montaggio del robot e successivamente la programmazione.

Gli studenti, suddivisi in piccoli gruppi, hanno inventato una storia in cui il protagonista è un robot; ad ogni gruppo è stata data una scenografia appartenente ad uno dei tre argomenti: il terremoto, i rifiuti, l’aiuto ai disabili. Ogni gruppo ha scritto una storia diversa, che poi è stata letta in classe e condivisa su Classroom per dare il via a una votazione e scegliere così la storia più votata: Terrobot.
Il docente di Elfo ha evidenziato le azioni che il robot esegue nella storia e, dopo avere scaricato sul PC l’applicazione dedicata alla sviluppo di Lego Mindstorms EV3, gli studenti hanno eseguito la pagina di programmazione per costruire le varie azioni (andare avanti, andare avanti veloce, girare, muovere le pale, lanciare il sasso, seguire il sensore); le azioni dal computer sono state trasferite al robot tramite cavo ed eseguite, utilizzando anche mattoncini Lego per simulare l’ambientazione della storia.
Nel frattempo alcuni studenti tramite smartphone ed iPad hanno eseguito foto e riprese video; queste sono servite per costruire un video che ha rappresentato la storia, utilizzando applicazioni come iMovie, PoowToon, Movie Maker e Magisto.

La robotica educativa è una modalità didattica importante nel percorso di apprendimento dello studente, perché coniuga innovazione, educazione e inclusione.
Imparare a programmare un robot significa sviluppare quelle competenze e abilità utili non solo dal punto di vista tecnologico-matematico o per le discipline tradizionali, ma anche per la risoluzione dei problemi, per la creatività, per imparare a lavorare in team: competenze che saranno utili per tutta la vita.
Il percorso permette una didattica attiva in cui l’apprendimento è stimolato dal “fare”, ma anche dal creare, visto che la robotica è stata immersa in una materia umanistica per realizzare uno storytelling. Il robot diventa così uno strumento per attivare la capacità di problem solving, per sviluppare una mente creativa, per attivare un ragionamento logico: un approccio ai problemi non solo in ambito scolastico, ma una “life skills” da inserire nel curriculum personale di ogni studente.
La tecnologia diventa così una disciplina molto importante per il raggiungimento delle competenze chiave e dell’obiettivo educativo e formativo, perché la tecnologia promuove nei bambini e nei ragazzi forme di pensiero e atteggiamenti che preparano e sostengono interventi trasformativi dell’ambiente circostante attraverso un uso consapevole e intelligente delle risorse, nel rispetto dei vincoli e delle limitazioni di vario genere; il laboratorio, inteso come modalità di accostarsi in modo attivo e operativo a situazioni o fenomeni oggetto di studio, rappresenta un riferimento costante per la didattica della tecnologia.
La stessa cosa vale per i nuovi strumenti e i nuovi linguaggi della multimedialità, trasversali a tutte le discipline, in cui le conoscenze tecniche e pratiche si combinano, concorrono alla comprensione dei sistemi complessi e favoriscono l’apprendimento.

Naturalmente le impressioni degli studenti sono state molto positive: l’attuale generazione di giovani – spesso chiamati “nativi digitali” – essendo cresciuta con i dispositivi elettronici fin dall’infanzia, ha avviato un nuovo modo di confrontarsi con essi.
Ogni aspetto della nostra vita sociale è oggi impregnato da devices; ogni angolo del mondo è connesso alla rete; gli strumenti in mano ai giovani sono dispositivi in cui si incontrano funzioni e applicazioni attorno a cui ruota quasi ogni momento della giornata.
Utilizzare la tecnologia in modo creativo e “smart” è oggi più importante che mai!

Questo è il video risultato dal lavoro dei ragazzi e che partecipa al concorso.


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Carlo Fedeli

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